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CASTELFIORENTINO – CENNI STORICI
Fin dal 1449, il nome di Castelfiorentino fu dato ad un insediamento romano: Timignano. Feudo dei Cadolingi e poi dei Conti Alberti, fu acquisito dal Vescovo di Firenze nel XII secolo e subì le vicende dei conflitti tra Chiesa e Impero, guelfi e ghibellini e tra Siena e Firenze (di cui era un avamposto importante). Nel 1260, dopo la battaglia di Montaperti, vi si firmò la pace tra le due città rivali. Fu poi teatro di battaglie fino a quando fu devastata dalle truppe imperiali nel 1521. Fino al XVIII secolo, Castelfiorentino e la Valdelsa furono teatro di scontri che le ridussero in uno stato di desolazione. Fu dal ‘700, con il Granducato di Lorena, che Castelfiorentino rifiorì e fu Cancelleria e Podesteria con giurisdizione sui vicini centri di Certaldo e Montaione.
Castelfiorentino rappresenta il crocevia naturale delle principali città d'arte della Toscana: Firenze, Pisa e Siena. L'insediamento di origine romana, da  cui  ebbe origine, si sviluppo lungo la Via Francigena,  la    strada  che  i pellegrini   percorrevano nel Medioevo  per  raggiungere Roma; il centro storico di Castelfiorentino ha  conservato tracce significative del suo passato e vanta un patrimonio artistico rilevante, recentemente rivalutato grazie ad alcuni interventi di restauro.
  La bellezza del paesaggio collinare e delle ville storiche, il dinamismo economico e culturale, la sensibilità verso certi valori e la ricchezza della vita associativa, ne fanno una meta indispensabile per entrare a contatto con il cuore della Toscana e della sua gente.

SANTUARIO DI SANTA VERDIANA
Tra i monumenti, il Santuario di Santa Verdiana è il fulcro di un'area di notevole pregio. Dedicata alla santa patrona di Castelfiorentino (nata nel 1178 a Castelfiorentino e come Francesco d'Assisi non incline ai compromessi e alle mezze misure) e interamente rifatta nel '700 su disegno di Giovan Battista Foggini, la chiesa sorge sul luogo dell'antico oratorio di Sant'Antonio Abate, dove la santa si ritirò in eremitaggio per 34 anni fino alla sua morte.  L'architettura interna è a pianta basilicale con tre navate suddivise da pilastri e nella volta a botte centrale appaiono gli affreschi di Alessandro Gherardini (1708), invece nella cupola della tribuna troviamo i dipinti di Matteo Bonechi (1716 - 1718). Il campanile è del 1805.
Le cupolette nelle navate minori furono affrescate nel 1716 da Agostino Veracini con l'aiuto di altri pittori locali (rappresentazioni della storia di Santa Verdiana).?Dalla navata mediana si scende a una cella sotterranea dove Santa Verdiana trascorse in ritiro trentaquattro anni.
Il complesso costituisce un esempio unitario di architettura e di decorazione fiorentina barocca con statue di Ignazio Miert (1810), con la facciata di Bernardo Fallani (1771) e gli affreschi (1708-1717) di un gruppo di artisti fiorentini che riconosceva come caposcuola Giovanni Camillo Sagrestani.
L'annessa Pinacoteca, oltre a preziosi codici miniati, raccoglie dipinti di artisti quali Taddeo Gaddi, Taddeo di Bartolo e Francesco Granacci. Adiacente al Santuario si trova il Museo di Santa Verdiana dove possiamo trovare molte opere sacre e di manufatti liturgici e religiosi.
Qui potete trovare opere di artisti come Taddeo Gaddi, Jacopo del Casentino, Francesco Granacci, il Maestro delle Effigi Domenicane, Benedetto da Maiano, Bernardo di Stefano Rosselli. Potete trovare anche una Madonna col Bambino attribuita a Cimabue e affreschi di Duccio, Taddeo di Bartolo, Giotto e molti dipinti anonimi trecenteschi. Oltre ai dipinti trovate anche diversi codici miniati, statue lignee, terrecotte, tessuti antichi, oggetti liturgici e preziosi e reliquiari.?
Nei locali adiacenti il Santuario potete trovare il Museo di Santa Verdiana di Castelfiorentino.?Orario al pubblico: Lunedì - Venerdì dalle ore 16:00 alle ore 19:00; Sabato, Domenica e giorni festivi dalle ore 10:00 alle 12:00 e nel pomeriggio dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

LA VIA FRANCIGENA
La Via Francigena si sviluppa su di un percorso di 1.600 km che parte da Canterbury in Inghilterra e termina a Roma. Anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, la Via Francigena è il percorso di un pellegrinaggio che da  Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. ?Qui i Templari, nel XIV secolo, erano diventati così potenti che ormai agivano per conto loro in tutti gli Stati accumulando così tante ricchezze tanto che molti sovrani avevano ricorso a loro per prestiti finanziari (i Templari sono stati i precursori del moderno sistema bancario, con l’invenzione della “lettera di cambio”, antenata degli attuali assegni circolari). Il 13 ottobre 1307 per ordine del re di Francia Filippo IV il Bello vennero arrestati simultaneamente tutti i Templari di Francia, tra i quali figurarono il Gran Maestro Jacques De Molay, il precettore di Normandia, Geoffrey de Charnay nonché l'ex tesoriere del regno di Francia. Il 13 Ottobre era un venerdì, e da allora il Venerdì 13 è diventato un giorno di sventura e disgrazia.
Documento scritto da Sigerico (Arcivescovo di Canterbury nato nel 994) quando tornò da Roma dopo una diocesi. Nel suo diario, oltre la cartina illustrativa del tragitto della via Francigena, possiamo trovare anche tutte le tappe di tale percorso: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Chalons sur Marne, Bar sur Aude, Besancon,  Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhia,     Vercelli,      Pavia, Piacenza, Fiorenzuola, Fidenza, Parma, Fornova, Pontremoli, Aulla, Luni, Lucca, S. Genesio, S. Gimignano, Siena, S. Quirico, Bolsena, Viterbo, Sutri e Roma.
Nei pressi di Castelfiorentino, il percorso inizia dal piccolo borgo di Castelnuovo d'Elsa e permette di scoprire luoghi di interesse storico-artistico quali la Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, ruderi di piccoli castelli come Collepatti, Castellare e Castelluccio, e la Pieve romanica di Santa Maria a Chianni a Gambassi Terme.

BENOZZO GOZZOLI
Benozzo di Lese di Sandro nasce a Firenze nel 1420 ca., più noto con l’appellativo di Benozzo Gozzoli, datogli dal Vasari nella seconda edizione delle Vite (1568). Fu allievo del Beato Angelico, ne fu infatti collaboratore a Firenze nella decorazione del Convento e della Chiesa di San Marco.
Operò attivamente in Valdelsa, realizzando alcuni affreschi in due tabernacoli: La Madonna della tosse (1484) dedicato alla Santa Vergine che presenta al centro della volta a crociera i quattro Evangelisti e Cristo benedicente in chiave di volta; la Dormitio Virginis alla parete sinistra e l'Assunzione, con la consegna della sacra cintola a San Tommaso, alla parete destra. ?La Visitazione (1490-91), costruito sull'importante via Volterrana a Castelfiorentino, presenta alcuni episodi della vita della Vergine. ?Sono autentici capolavori di grafica le sinopie, autografe di Benozzo, venute alla luce nello stacco del 1965.
Entrambi gli affreschi e le relative sinopie, staccate e restaurate  nel 1970, si trovano nel Centro Culturale Comunale di Castelfiorentino. ?Muore a Pistoia nel 1497.

IL CIRCONDARIO EMPOLESE VALDELSA
Il circondario Empolese Valdesla nasce nel 1997 ed è istituito quale "circoscrizione territoriale omogenea di decentramento amministrativo nell’ambito della Regione Toscana, nonché per l’esercizio di funzioni e servizi di ambito sovracomunale". Collocato in posizione centrale rispetto a varie città d'arte di fama mondiale, Firenze, Pisa, Siena, Volterra, S.Gimignano, si offre al turista con ricchezze culturali, gastronomiche e paesaggistiche in gran parte da scoprire. Lontano dai flussi del turismo di massa e tuttavia importante crocevia per le comunicazioni dell'area fiorentina, il territorio è un luogo ideale per coloro che, attratti da nomi universalmente noti come Boccaccio, Leonardo e Pontormo, vogliano trascorrere le proprie vacanze in una zona accogliente e tranquilla, sullo sfondo di un paesaggio ben conservato, tra storia, natura e tradizione.
Il circondario è composto da undici comuni:  Fucecchio, Cerreto Guidi, Vinci, Capraia e Limite, Empoli, Montelupo Fiorentino,  Montespertoli, Castelfiorentino, Mantaione, Certaldo e Gambassi Terme. Tale territorio è caratterizzato dai due fiumi, l'Arno a nord, che scorre da est verso ovest in ampie anse e l'Elsa, a sud, che del  primo è uno dei principali affluenti. Collocata a sud ovest di Firenze, l'area è oggi ricompresa in un Circondario. ?La zona è contraddistinta da dolci rilievi collinari e dalla più importante zona umida interna italiana, il Padule di Fucecchio. Di grande valore sono le testimonianze storiche ed artistiche.

MUSEI DI FIRENZE: GLI UFFIZI
Voluto da Cosimo I intorno alla metà del 1500, il Palazzo degli Uffizi fu progettato da Giorgio Vasari. Per la realizzazione del progetto, il Vasari fece abbattere le molte case che occupavano l'area. La costruzione inglobò persino la chiesa di San Pier Scheraggio, riservata al culto fino al 1743. Lo scopo della straordinaria costruzione era ospitare le tredici Magistrature o Uffizi, da cui il Palazzo prenderà il nome, allora ubicate in sedi separate. Oggi il Palazzo degli Uffizi è sede di una delle gallerie d'arte più importanti del mondo: la Galleria degli Uffizi. Nel 1993 il Palazzo fu vittima dell'attentato all'Accademia dei Gergofili, ma si è saputo riportarlo presto al suo splendore originario.
Gli Uffizi ospitano un patrimonio artistico immenso, comprendente migliaia di quadri che vanno dall'epoca medievale a quella moderna, un gran numero di sculture antiche, di miniature e di arazzi.?Una delle raccolte più importanti è quella degli autoritratti che via via aumenta nel tempo con donazioni di artisti contemporanei. Possiamo trovare altre raccolte tipo quella del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe ma sicuramente le raccolte di dipinti più di rilievo sono quelle che vanno dal Trecento al Rinascimento che comprendono alcuni capolavori assoluti dell'arte di tutti i tempi.  Basta  ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della  Francesca con il “Dittico”, Beato Angelico (vero nome Giovanni da Fiesole al secolo Guido di Pietro Trosini nasce a Vicchio nel 1395 e muore a Roma nel 1455) con l'opera "La Tebaide", dipinta su di una lunga tavoletta di legno (1420), Filippo Lippi (nato a Firenze nel 1406 e morto a Spoleto nel 1469) con la "Madonna con due Angeli", Botticelli (vero nome Alessandro di Mariano Filipepi, nato a Firenze il 1 marzo 1445 e morto il 17 maggio 1510) con la "Nascita di Venere" (1484) e il famosissimo dipinto della Primavera (1477-78), Mantegna (nato nell'Isola di Carturo nel 1431 e morto a Mantova nel 13 settembre del 1506 è stato uno dei più importanti pittori ed incisori italiani), Correggio, Leonardo da Vinci (nato a Vinci il 15 aprile 1452 e morto a Castello di Clos Lucè il 2 maggio 1519) è stato il più grandi artista e scienziato italiano, uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento italiano, fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, musicista e inventore, ed è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità, possiamo trovare negli Uffizi la sua opera pittorica "Annunciazione" (1478), Raffaello Sanzio pittore e aschitetto (nato a Urbino il 6 aprile 1483 e morto a Roma il 6 aprile 1520) con la "Madonna del Cardellino" (1506), Tiziano (nato a Pieve di Cadore nel 1490 e morto a Venezia il 27 agosto 1576) con la "Venere di Urbino" (1538), Michelangelo Buonarroti (nato a Caprese Michelangelo il 6 marzo 1475 e morto a Roma il 18 febbraio 1564) con il suo famoso capolavoro pittorico la "Sacra Famiglia con San Giovannino" o "Tondo Doni" (1503-1504), Caravaggio (vero nome Michelangelo Merisi, nato a Milano il 29 settembre 1571 e morto a Porto Ercole il 18 luglio 1610) con l'opera "Medusa" (1598), Paolo Uccello (vero nome Paolo di Dono di Paolo, nato a Firenze nel 1397 e morto a Firenze il 10 dicembre 1475) con la "Battaglia di San Romano" (1432), Gentile da Fabriano (vero nome Gentile di Niccolò di Giovanni Massicon, nato a Fabriano nel 1370 e morto a Roma nel settembre 1427) con "Adorazione dei Magi" (maggio del 1423). Importanti sono anche le raccolte di pittori tedeschi, olandesi e fiamminghi. Tra questi: Dürer, Rembrandt e Rubens. Oltre alle opere dei grandi artisti italiani e stranieri, gli Uffizi ospitano anche diverse collezioni d'arte private, tra cui quella del conte Alessandro Contini Bonacossi (1878-1955) che fu donata allo Stato nel 1969. Tale donazione comprende 35 dipinti, con opere di Andrea  del    Castagno,   Giovanni Bellini, Savoldo, 12 sculture tra le quali emerge il San Lorenzo di Bernini, 48 maioliche, 11 grandi stemmi robbiani e 38 mobili, tutte opere di altissima qualità. Un'altra collezione presente nel museo è quella del Cardinale Leopoldo dè Medici composta da circa 120.000 opere tra disegni e stampe rinascimentali e del seicento toscano. All'interno dell'edificio potrete trovare anche una vasta biblioteca, una fototeca specializzata nella grafica e un laboratorio di restauro.

Orario al pubblico: Martedì - Domenica dalle ore 08:15 alle ore 18:50
Dal 1 Luglio al 30 Settembre tutti i Martedì l'orario di chiusura sarà prolungato alle 22:00.
Prezzo d'ingresso: 6,50 € (ridotto 3,25 €)

LA CASA DI BOCCACCIO
Nella parte storica di Certaldo è gelosamente custodita la casa di Giovanni Boccaccio, uno dei padri della lingua italiana. La casa è oggi sede del Centro Nazionale di Studi sul Boccaccio. Ricostruita dopo l'ultima guerra mondiale, a seguito di notevoli danneggiamenti dovuti al conflitto (tutto il Borgo fu colpito da una bomba, destinata al ponte che si trova in basso e che causò la distruzione di alcune costruzioni), la casa è stata probabilmente riedificata già una volta nel XV secolo. La ricostruzione è avvenuta comunque nella maniera più scrupolosa e nel rispetto totale della struttura originaria. Merito dei certaldesi e dell'affetto che provano per il loro illustre concittadino, cui dedicano anche una rassegna di disegni di autori contemporanei e il "Premio Boccaccio", per scrittori apprezzati dalla critica. La casa, oggi, ospita anche un museo ed una ricca biblioteca. L'edifico adesso presenta una severa facciata in cotto completamente priva di ornamentazioni, a parte una graziosa loggia che si apre al secondo piano e guarda sulla valle dell'Elsa fino alle torri di San Gimignano. La casa è completata da una torre piuttosto alta. Della vecchia costruzione rimane solo la parete appoggiata all'edificio di destra, parete affrescata da un pittore dell'Ottocento: Pietro Benvenuti.
La casa era stata lasciata in eredità da Giovanni al fratello Jacopo e nel corso dei secoli era stata trasmessa agli eredi e poi venduta, fino a quando una nobildonna fiorentina, Carlotta Lenzoni de'Medici amica di poeti e patronessa delle arti, avuta segnalazione che la nobile dimora versava in pessime condizioni, decise di riscattarla e di restaurarla. Ne fece sede di una piccola biblioteca dedicata al narratore e la donò al comune di Certaldo. Al piano terreno si apre una grande sala rettangolare, dove i visitatori trovano informazioni sulla vita, sulle opere e sull'epoca del grande narratore.
Si possono inoltre ammirare alcune scarpe femminili che furono rinvenute dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale in un'intercapedine della parete. Sono molto graziose, con il tacco alto e il cuoio finemente lavorato; probabilmente risalgono al XIV secolo. Sempre al piano terreno si possono ammirare alcune belle edizioni illustrate del Decameron ed infine, in un'apposita sala, è a disposizione del visitatore un audiovisivo che illustra soprattutto il Decameron.
La Biblioteca. Nel piano superiore è situata la Biblioteca che raccoglie migliaia di volumi su e di Boccaccio. Particolarmente interessante è il fondo dedicato alle traduzioni straniere che costituisce il nucleo fondamentale della collezione. Ci sono traduzioni in quasi tutte le lingue del mondo, non escluse quelle di paesi lontani dal nostro e molto diversi per cultura; si dimostra così che la narrativa del Boccaccio ha assunto, nei secoli, un valore veramente universale. Accanto alle edizioni straniere se ne trovano poi anche di rare, illustrate per esempio da grandi pittori contemporanei come Chagal e Dalì o edizioni antiche, come cinquecentine, seicentine e settecentine, molto preziose e belle. In fine, sempre al piano superiore, si trova la stanza dell'affresco, ornata da una grande pittura su muro di Pietro Benvenuti. L'opera rappresenta Boccaccio nella loggia, davanti al suo scrittoio e fu commissionata dalla Marchesa Lenzoni de'Medici al momento della ristrutturazione ottocentesca. All'epoca il Benvenuti, pittore accademico, godeva di molta fama ed era il direttore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Giovanni Boccaccio nacque a Firenze nel 1313, figlio illegittimo di un mercante, e trascorse parte della sua gioventù a Napoli, al seguito del padre, dove compì studi mercantili e bancari e partecipò attivamente alla vita mondana e culturale della città. Quasi subito abbandonò la sua carriera d'imprendtore per dedicarsi alla letteratura, avviandosi agli studi umanistici e storici. Nel 1334 esordì con la "Caccia di Diana", un poemetto erotico subito seguito dal "Filostrato", la sua prima opera narrativa. Richiamato a Firenze dove nel 1350 conobbe Francesco Petrarca; tra i due nacque un sodalizio che si protrasse fino alla loro morte. Nella città toscana Boccaccio ottenne anche incarichi diplomatici, come quello di ambasciatore in Baviera, nel '51. Nel 1360 fu consacrato sacerdote e successivamente si recò ad Avignone, come ambasciatore presso la Santa Sede. All'inizio degli anni Settanta si ritirò nella sua abitazione di Certaldo, dove si spense nel 1375.
La sua opera, quando fu in vita, non ebbe riconoscimenti particolari. Eppure al giorno d'oggi il "Decamerone", una raccolta di racconti scritti tra il 1349 e il 1351, è considerato come uno dei massimi punti di riferimento della letteratura medievale italiana, nonché l'anticamera per eccellenza di quella rinascimentale. Il libro narra di un gruppo di giovani che, sfuggiti alla peste e accampati fuori città, si raccontano a turno delle novelle. Il carattere umoristico e i riferimenti all'erotismo del tempo ostacolarono molto la diffusione di quest'opera, che venne censurata e accusata di immoralità in molte epoche.

Potete trovare anche una trattoria pizzeria con prodotti tipici toscani.
La trattoria è chiusa il Lunedì. Prezzo medio con vino della casa 25 €.

COLLEGIATA DEI SANTI LORENZO E LEONARDO
La Chiesa dei Santi Lorenzo e Leonardo fu edificata nei secoli XIII-XIV nel centro dell'antico castello ed era l'oratorio del Comune. Nel 1502 fu donata ai canonici di Sant'Ippolito. La chiesa è simile stilisticamente alle altre costruzioni in laterizio della zona ed ha la facciata incorniciate da forti lesene con la bifora sovrapposta al portale risaltato. Sul fianco destro si trova l'unica porta laterale della chiesa primitiva, sovrastata da una croce realizzata in laterizio circondata da mattoni disposti a triangolo. Le finestre che si aprono sulle pareti laterali hanno sostituito le aperture originali, delle quali resta solo una finestra sul fianco destro. ?Il campanile si trova sul lato destro della chiesa ed ha la struttura a torre a due ripiani con cella campanaria coperta a tegole con terrazzino e tre campane. La costruzione esistente ha sostituito l'originario campanile a vela che fu demolito nel 1962. La cupola fu progettata dall'architetto Bernardo Ciurini e fu edificata in occasione del prolungamento del coro realizzato nel XVIII secolo.?L'interno, completamente rimaneggiato nel settecento e nell'ottocento, custodisce una serie di otto ovali con Storie di Santa Verdiana di  Giovan Camillo Segrestani,   autore  anche di due tele rappresentanti Miracoli di Santa Verdiana.?Nell'abside si trovano le tele di Annibale Gatti che nell'ottocento avevano sostituito i teleri seicenteschi in Santa Verdiana, Esequie di Santa Verdiana e Gloria di Santa Verdiana, introducendo un nuovo soggetto, Papa Clemente VII che prega dinanzi alle spoglie della santa, ispirato alla visita di Pio IX a Castelfiorentino nel 1858.

Per saperne di più: Ufficio informazioni turistiche di Castelfiorentino (FI), aperto ogni Giovedì dalle ore 09:30. Si effettuano visite guidate al Santuario di Santa Verdiana, alla Collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo e alla Pieve dei Santi Ippolito e Biagio.

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